Caricamento in corso...

Convitto "P.Giannone"

Il Convitto nella storia

La città di Benevento,
così ricca di patrie memorie,
possiede molti monumenti che attestano
l'antica sua origine
e sono documenti preziosissimi
per la storia della patria nostra.

Prefetto Angelo Cordera
1 settembre 1873


Tra il 1860 e il 1861 la città di Benevento visse una serie di eventi destinati a cambiarne la storia tra cui: la fine del potere temporale dei papi grazie all'impresa di Salvatore Rampone, lo stazionamento alle porte della città di un forte drappello di patrioti guidati da Giuseppe De marco prima ancora che Garibaldi entrasse in Napoli con i suoi Mille, l'istituzione della provincia di Benevento formalizzata con decreto del 25 ottobre 1860, nel marzo 1861 la proclamazione del Regno d'Italia.
La storia del Convitto è profondamente legata a quella dell'Italia e della stessa Provincia che la volle.
Esso nacque anche per combattere l'analfabetismo che in quegli anni interessava non meno dell'80% della popolazione beneventana. E nacque su ceneri illustri, nell'edificio che, nell'attuale piazza Roma, fu sede dei Gesuiti e per il quale molto tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 si era personalmente impegnata la straordinaria figura del Cardinale Vincenzo Maria Orsini. Le vicende di questo polo culturale che celebra la sua contemporaneità all'unità d'Italia, intersecano anche quelle di Louis De Beer, rappresentante del potere straniero francese occupante, il quale tolse alla Chiesa i suoi beni sopprimendo la scuola Gesuitica. Egli provvide ad interventi mirati per l'istruzione pubblica, restituendo all'edificio funzioni didattiche e scolastiche.
Il Convitto occupa dunque un posto particolare nella storia cittadina quale cuore pulsante di una collettività ed elemento fondamentale della sua crescita.

Aniello Cimitile
Presidente della Provincia di Benevento, anno 2011


“Al viaggiatore che trapassando senza guardare altre terre non memorevoli, qui, restaurata la pace, venga a consultare gli avanzi di vostra antica grandezza, se vi chiami interpreti del passato, o vi paragoni agli antichi, che risponderete? Sarete pari ai vostri avi? Potete reputarvi degni nipoti di tanti eroi? O non si dirà che Benevento vive delle sue tradizioni soltanto? Voi mi conterete i chiari ingegni che oggi onorano il vostro paese, e che ognuno stima e apprezza? Qui in questo suolo sconvolto a più riprese dalla irata natura veggo mille colonne infrante e statue, e iscrizioni incastrate nei muri delle vostre abitazioni, lì ad attestarvi la passata magnificenza di questa vostra patria e ad incitarvi ad opere grandi. Se di un subito non vi è dato erigere nuovi templi e palagi, nuovi portici e archi di trionfo, fate che sorgano uomini meritevoli di nuove statue e nuove iscrizioni”.
Corazzini

Vita di Scuola

L’Ordinanza Ministeriale del 10 gennaio 1924 introduceva nel registro di Classe uno spazio dedicato alla “Cronaca della scuola”, nel quale l’insegnante doveva segnare i fatti salienti della vita scolastica, osservazioni sull’andamento dell’attività didattica e su ogni singolo allievo/a. Nelle intenzioni dell’ideatore Giuseppe Lombardo Radice – al quale si devono i programmi della scuola elementare del 1923 - ciò avrebbe permesso di “scoprire il segreto della effettiva scuola, di sorprendere la scuola nella sua vita, esaminare i documenti della scuola, freddi per solito, ma mai tanto da non tradire la personalità del maestro”. ( G. Lombardo Radice, Athena fanciulla, Firenze 1928, pp. 36-37). Al di là della funzione di controllo – dell’insegnante sugli allievi, dei direttori sugli insegnanti – Le “cronache” rappresentano per noi oggi uno dei documenti più interessanti per cogliere la vita della scuola e dei soggetti implicati, il rapporto tra avvenimenti politici e il loro riflesso nelle aule; oltre alla concretezza di una didattica giorno per giorno a stretto contatto con i corpi e le menti dai bambini e delle bambine, vi si possono ricavare dati utili per una storia sociale: le ben evidenti differenze di classe, le osservazioni sulle condizioni fisiche e di salute, le annotazioni puntuali sulla somministrazioni di medicinali, cure e diete dei convittori.
Dal 1953 lo stabile è stato concesso in uso, per i suoi fini d’istituto, al Convitto Nazionale. Sono stati eseguiti molti ed importanti lavori di ricostruzione del fabbricato, per danni di guerra, rinnovazione completa di tutti i locali; impianti di riscaldamento, di telefoni interni, di radiodiffusione, di bagni a doccia, di lavanderia automatica ed altri conforti moderni. I lavori di ristrutturazione e di adeguamento compiuti in diversi anni di attento hanno permesso al convitto di riprendere, gradualmente, il suo funzionamento, dall’anno scolastico 1956-57, dopo ben dodici anni di occupazione da circa quattrocento senzatetto.

Ar.eCa. S.c.a.r.l.-Onlus

Il Centenario

Il 10 settembre 1961 si festeggiava il primo centenario della nascita del convitto in concomitanza con le celebrazioni dell’unità d’Italia, in tale occasione il convitto organizzò una serie di attività culturali, come lavori artistici degli alunni, incontri dedicati, e visite a luoghi che ricordano fasi eroiche del risorgimento italiano ed a stabilimenti industriali. Quasi tutti gli allievi a turno, con pullman da gran turismo, “Tigrotto”, di proprietà del convitto Nazionale, accompagnati dal personale direttivo ed insegnante hanno avuto modo di istruirsi a nuovi insegnamenti visitando anche le carceri di Montefusco e Montesarchio.
Le celebrazioni del centenario sono state anche un’occasione per una manifestazione di gratitudine all’uomo illustre S.E. Ministro Segretario di Stato On. Avv. Raffaele De Caro, per il suo fattivo impegno nella vita del Convitto.

Ar.eCa. S.c.a.r.l.-Onlus

Il Futuro ha un cuore antico
Nel processo che ha condotto alla formazione dell'italia contemporanea, riflettere sul passato consente di riscoprire ed attualizzare i principi e gli ideali che hanno prodotto la società e le istituzioni, per conoscere ad apprezzare gli enormi sacrifici di quanti ci hanno preceduto ponendo noi in condizione di godede di benefici di cui non sempre siamo consapevoli. La storia del Convitto Nazionale si sovrappone in varie fasi a quella della provincia di Benevento; la sua stessa nascita si deve ad una delle primissime delibere del Consiglio provinciale (10 settembre 1861). Interessante è rileggere le motivazioni per cui il Consiglio decide di dare ordine al sistema di istruzione. Scrive nella sua relazione il consigliere Parenti, relatore della proposta: "La istruzione non deve restringersi soltanto all'uomo favorito dalla fortuna, racchiuso nelle mura della città, ma estendersi all'industrioso e all'operaio; e sol così potremo cogliere quei frutti e quei miglioramenti sociali, che dalle libere istituzioni derivano e potremo, del pari, non deplorare in avvenire le discordie fratricide, che pur troppo ci hanno, nei tempi che volgono, attristati. A ragione vien detto da chiaroveggenti che il pane dello spirito si è l'istruzione, e quanto un provvido Governo spende per essa, tanto risparmia in vigilanze, reclusioni, ergastoli, e ciò è constatato dalle statistiche di ogni nazione. Il benessere sociale non si può conseguire che con la propsperità morale e materiale dell'umanità, educando cioè lo spirito, e rendendone tecnicamente produttive le braccia al lavoro destinate. Il gran Vico conferma tali verità dicendo: "Diu priores legibus fuisse mores, et mores fuisse exempla, et exempla primas leges fuisse". Premessi questi pochi concetti, ben si ravvede che l'istruzione Classica, tecnica, professionale può soltanto rendere alla patria uomini forti, virtuosi ed agitati".
Noi, debitori verso i nostri antenati, abbiamo il dovere di conservare ed arricchire quanto ereditato, sia in termini materiali che di conoscenza e cultura, per consegnarlo alle future generazioni.

Giulio De Cunto
Dirigente scolastico del Convitto Nazionale "Pietro Giannone"



http://it.wikipedia.org/wiki/Convitto_nazionale
http://it.wikipedia.org/wiki/Convitto_nazionale_Pietro_Giannone
http://www.brigantaggio.net/brigantaggio/Documenti/Bobba.htm
http://www.ilsannita.it/20110604-60597-150-anni-della-provincia-e-del-convitto-giannone-convegno-e-inaugurazione-mostra/
http://www.uspbenevento.it/sito/__ComunicazioneShow.php?id=740
http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=29357&vcercaCom=&vTorna=elenco.php

galleria fotografica
allegati
Convitto Nazionale “Pietro Giannone”
Piazza Roma,27 - 82100 - Benevento (BN)
email: bnvc01000a@istruzione.it
pec: bnvc01000a@pec.istruzione.it
telefono: 0824.21713
fax: 0824.1909539
Codice Fiscale Istituto
80002810622